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Il Sud del Sudan

Il Sud del SudanÈ un territorio grande otto volte l’Italia e alterna situazioni di fame e carestia a speranze di ripresa economica, legate soprattutto alla presenza di importanti giacimenti petroliferi al centro di interessi di compagnie straniere di tutto il mondo.

Indipendente dal 1956, il Sudan non ha mai risolto i problemi legati alla propria identità, araba e africana e da allora è interessato da una lunga e cronica guerra di indipendenza che apparentemente troverà fine con il referendum secessionista in programma per il 2011.

 

In Sudan è in corso, ormai da venticinque anni una sanguinosa guerra civile che vede contrapporsi le forze governative islamiche, che controllano il Nord del paese, e l’opposizione cristiana-animista dell’Esercito di liberazione del popolo sudanese (SPLA) che ne controlla la parte Sud.

 

La motivazione principale di questa guerra è la profonda differenza etnico-religiosa, oltre ovvviamente ad interessi economici e territoriali.

La guerra è proseguita senza sosta, segnata oltre che da massacri, anche dall’uso di armi non convenzionali, il regime è stato accusato più volte di aver usato gas letali. La gran parte dei due milioni di vittime fa parte della popolazione, a cui dobbiamo aggiungere centinaia di migliaia di morti a causa di carestie ed epidemia collegate alla guerra.

Quattro milioni e mezzo di persone hanno dovuto abbandonare le proprie case e rifugiarsi nei campi profughi locali o dei Paesi confinanti. I diritti umani sono stati violati da entrambi le parti: i villaggi sono stati bombardati ripetutamente, distruggendo case, scuole, mercati e chiese.

L’enorme numero di fosse comuni ritrovate, testimonia le stragi quotidiane ai danni dei civili, migliaia di persone, soprattutto donne e bambini, sono state rapite e portate al nord come schiavi, inoltre, spesso con la forza, l’SPLA ha arruolato nelle sue file un gran numero di bambini.

Le enormi ricchezze del sud, petrolio, acqua, terreni coltivabili, bestiame, minerali, che non si trovano nel nord, che è principalmente desertico, hannoIl Sud del Sudan ormai preso negli ultimi anni il sopravvento su ogni altra questione.

Dopo vent’anni di indifferenza della comunità internazionale, negli anni scorsi sono stati fatti alcuni passi diplomatici. In Kenya sono iniziate le trattative che hanno portato ad una temporanea tregua che si spera possa portare ad una pace definitiva in cui il sud del Paese dovrà raggiungere l’autonomia da Khartoum.
A questo punto, con ogni probabilità, riprenderebbero nel Sud le guerre tra le tribù principali per il controllo del territorio … ma questo è futuro!

Nonostante la tregua abbia subito numerose violazioni, sembra che nel sud del paese si possa faticosamente arrivare alla pace, tuttavia nel nord del paese nella provincia di Darfur, abitata in maggioranza da tribù islamico-animiste sorgono nuove paure per le crescenti violenze.

Questa zona è stata negli ultimi anni al centro di una campagna di repressione da parte del regime, che ha cercato di controllarla tramite rastrellamenti, condanne a morte degli oppositori, oltre ad abusi sulla popolazione da parte dell’esercito e di squadroni paramilitari.

Quello del Sudan è un popolo in fuga perenne dalla guerra e dalla conseguente carestia.

 


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